IL 2014 COME QUARTA DIMENSIONE - di Luca Quintavalli

01 Gennaio 2014

Cari amici del 2014 (ma anche degli anni passati),  

ci sono persone che per ritrovare se stesse partono per posti sperduti, fuori da tutto e lontano da tutti con l’intento di estraniarsi da quello che spesso viene reputato un fastidio alla propria dimensione: la vita quotidiana, la routine, le dinamiche personali e professionali. Dalla prospettiva di chi vuole andarsene, questi sono visti come elementi che intaccano il processo di ricerca interiore; ecco perchè  chi non riesce giornalmente a ritagliarsi neppure per alcuni minuti una dimensione distaccata da tutto questo, vede nel viaggio lontano qualcosa di più semplice per ottenere questo risultato. E in tanti casi è così: la ricerca di cambiamento genera sempre un nuovo stimolo di vita.

Ora vi chiederete il perché, in un editoriale di Olmedo, mi trovi a parlare di viaggi in giungle thilandesi o in deserti sahariani. Beh, molto semplice: l’anno 2014 può essere la dimensione nuova che tanti cercano lontano. Mi spiego meglio. Negli anni passati un fisico di nome Einstein ha dimostrato inequivocabilmente che tra le 3 dimensioni dello spazio (altezza, larghezza e profondità) il tempo, detto quarta dimensione, possa condizionare lo spazio. Ed essendo una equazione con univoca rispondenza, viceversa anche lo spazio può condizionare il tempo. E il tempo condiziona noi, la nostra esistenza, i nostri rapporti… la nostra vita insomma.

Quindi se applicassi questo concetto che ha cambiato le leggi della fisica alle nostre giornate, potrei convincervi che un anno nuovo, affrontato con uno  spirito di rinnovamento, può cambiare la nostra esistenza. Vivere con l’intento di rinnovare se stessi in un contesto temporale diverso (anno nuovo), potrebbe innescare quel meccanismo di cambiamento e di ritrovamento di se stessi che tante persone cercano andandosene per un po’ di tempo. Lo spazio che cambia condiziona il tempo e quindi noi. Cambiare quindi l’approccio con lo spazio vuol dire iniziare il proprio cambiamento.

Questo 2014 ha bisogno di novità che, se innescate personalmente, possono cambiare radicalmente l’ambiente circostante. Inutile poi aggiungere che l’idea stessa di novità genera un ottimismo naturale ed individuale; affrontare qualcosa di nuovo o accingersi ad iniziarlo crea internamente quell’entusiasmo che rende l’uomo diverso da tutti gli altri animali: la ricerca di novità ed il relativo adattamento all’ambiente circostante ci hanno reso animali pensanti e capaci di amare.              

Ecco perché sono certo che l’approccio rinnovato con l’anno nuovo, renderà unico il nostro  2014. Vorrei dimostrare la mia teoria ma, non avendo la testa di Einstein, avrei qualche difficoltà a creare l’equazione che chiamerei della “innovatività”; oltretutto si baserebbe su parametri in parte soggettivi e quindi non parametrabili. La sfera personale di approccio al cambiamento varia da persona a persona: c’è chi riesce a trovare un po’ di felicità anche nelle cose brutte e chi invece tanta tristezza in quelle belle… non potrà mai esistere una regola per rendere gioiosa la nostra esistenza a prescindere.

Ma posso affermare con certezza che nel mondo in cui viviamo fatto di tante difficoltà e molta precarietà di sentimenti e valori, per vivere con entusiasmo e quindi non subendo passivamente gli eventi di questo momento storico difficile, le persone devono assolutamente trovare un motivo di soddisfazione alle giornate, dando un senso compiuto alla propria esistenza.    

Io vivo giornalmente a stretto contatto con persone che per cause naturali o per incidenti inaspettati si sono trovati a proseguire la propria esistenza su di una sedia a rotelle, dipendendo in parte o completamente da altri. Individui normali, inseriti in un contesto normale, parte di famiglie normali che fino al giorno prima, in totale autonomia, vivevano la vita come tutti. Poi l’evento. Ebbene posso dirvi che in TUTTE queste persone ho notato un approccio alla nuova situazione difficile ed inaspettata, con una visione forte e di cambiamento. Persone che, da una prospettiva dello spazio cambiata, hanno saputo creare nuove circostanze e stimoli di vita, rendendo speciale la propria esistenza (tempo)  repentinamente cambiata. Questo rafforza la mia teoria che per rendere speciale il nuovo anno e quindi la propria vita, basta approcciarlo con una prospettiva positiva.

E se queste righe derivano anche in parte da quel mio innato ottimismo (da sempre espresso nella vita personale ed in Olmedo), credo che per lo più scaturiscano dalla voglia di trasmettere uno spirito innovatore che, dopo tanti anni nuovi affrontati così, mi ha cambiato la vita. Non mi resta quindi che dare il benvenuto al nuovo anno anticipandoVi che sarà senz’altro eccezionale e che con tutti i nuovi progetti pronti ad essere attuati per rendere la vita più semplice a tante persone affette da disabilità, la prospettiva di cambiamento da parte nostra è già pronta e confezionata.

Cominciate quindi a pensare fin da subito a come rendere speciale il Vostro 2014… noi faremo di tutto per aiutarVi in questo obiettivo tanto ambizioso ma, credetemi, facilmente raggiungibile.  

Buon anno a tutti Voi e alle Vostre famiglie.

Firma - Luca Quintavalli