IL MONDO DI OGGI: ABITUARSI A CORRERE PER NON DOVER RINCORERRE - di Luca Quintavalli

14 Settembre 2013

Ragazzi,   accettiamo una volta per tutte di vivere in un mondo che corre. Questo è un dato di fatto. C’è chi lo fa per non perdere le opportunità e chi invece per rimanere il primo; comunque sempre di corsa. Poi ci sono quelli che corrono per garantirsi la sussistenza, un lavoro, un incarico più o meno di responsabilità… ma sempre con tempi opprimenti dettati dalla pressione del non essere occupati.

I mutui hanno una cadenza, le promesse una scadenza: chi si trova a doverli onorare, per forza di cose si dedica ad una primaria attività: la corsa. Non avete quindi mai pensato che se il meccanismo, così malato da non poter rallentare, raggiungendo una frenesia globale per cui tutti corrono, abbia bisogno di gente allenata? Si proprio così: qui non si tratta di arrivare primi, ma di arrivare. Non si tratta di superare il gruppo, ma di non perderlo.

Il mondo ormai non è più rallentabile; ci ha messo decenni ad aumentare la marcia, ma non esiste il freno per riportarlo alle cadenze umane di qualche anno fa. Un esempio? Il settore automobilistico con fabbriche in grado di sfornare 1000 vetture al giorno che il mercato oggi può assorbire per meno della metà: questo dimostra come un processo ormai abituato alla corsa non abbia le gambe giuste per camminare. Rimanere indietro oggi vuol dire essere tagliati fuori.

Quindi il rimedio c’è e non è neppure così malsano persino per i meno abbietti allo sport: il network. Sì: stavolta l’upload lo dobbiamo fare noi. Il mondo si evolve con un timing che umanamente non risulta più sostenibile… nel bene e nel male. E poiché questi ritmi sono frutto di una evoluzione comunicativa su larga scala, per seguirli bisogna adeguarsi agli strumenti e ai modi che in questi anni hanno cambiato la civiltà.

Non conta l’età, la classe sociale, l’impiego o la religione: la comunicazione è al di sopra di tutti questi elementi e, grazie a Dio, universale. Oggi tramettere il proprio stato, la propria evoluzione, le proprie qualità deve avvenire in sintonia con quanto il mondo è ormai abituato a recepire: globalmente. Adeguarsi “all’essere comunicativi” non significa azzardare investimenti o peggio snaturale il proprio ego abbandonando quella primordiale attitudine a dialogare, stringersi la mano o a scrivere una lettera; basta accostarsi day by day a quello che oggi si chiama web, social network, mail comunication, chat comunication.

Sistemi semplici da apprendere (anche per chi di generazione diversa da quella dell’I-phone), banali da gestire (anche per i papà che hanno le dita grosse) ed immediati all’uso (qualcuno di Voi ha per caso un cellulare?!).  Con questi semplici elementi, di comune utilizzo e minimo investimento, l’up-load è bello che pronto: il pedone è ora un corridore pronto a vivere il mondo. Vi chiedete se sia giusto? Molti di Voi stanno pensando che se siamo arrivati fino ad oggi senza questi strumenti multimediali, riusciremo anche a proseguire e a superare il momento… forse.

Ma siete disposti a provare? Quando il gruppo è andato, in questo viaggio accelerato, non esiste la navetta che Vi porti al capolinea. Chi rimane convinto che con gli strumenti di qualche anno fa si possano mantenere i ritmi di oggi, non fa che accrescere la propria convinzione che il mondo sia sbagliato…ERRORE: il mondo si è evoluto con o senza di noi. E questo è un dato di fatto. Non correte il rischio di rimanere isolati in una realtà parallela che prima o poi non riuscirà più a dialogare con quella reale… senza strumenti, la musica non esce. Così come senza QUESTI strumenti, probabilmente nessuno nel mondo oggi riuscirà a capire quanto valete ne quello che volete.

Voglio quindi confermare la mia viva intenzione di perseguire l’evoluzione del prodotto in linea perfetta con l’evoluzione comunicativa. Voglio rendere semplice e soprattutto per tutti l’essere aggiornato sul nostro mondo, quello della disabilità e delle innovazioni che rendono, giorno dopo giorno, sempre meno dipendenti da altri le persone affette da disabilità. Per fare questo non basta progettare e sviluppare prodotti: bisogna saperli presentare A TUTTI ed IMMEDIATAMENTE… la vera innovazione ha valore (oggi più che mai) SOLO se immediatamente percepibile.

Mi raccomando quindi, ben prima di arrivare ad essere dei GURU dell’up-load,  di acquisire la consapevolezza, ognuno coi propri tempi, che in un mondo in corsa non importa essere primi… basta non perdere di vista il gruppo. E se per ingoiare lo sciroppo amaro serve il mal di gola, provate a pensare come potrebbe essere il mondo oggi senza un PC. Ecco, appunto: anche quello che avete pensato è un dato di fatto e spero sia sufficiente per seguire i miei consigli.

Firma - Luca Quintavalli