UNA BATTERIA POTENZIATA - di Luca Quintavalli

18 Febbraio 2014

Amici lettori,  

ricordo che nell’Aprile del 2000 mi trovavo in centro a Londra, infestata da turisti e sotto una costante alternanza di pioggia e sole, in preda al marasma di dover trovare un albergo. In tasca un cellulare obsoleta (all’epoca il non plus ultra della telefonia Motorola dotata di batteria potenziata delle dimensioni di una attuale televisione al led) ovviamente e rigorosamente scarico.
Stranamente nessun panico ne per il cellulare, ne per la ricerca dell’hotel: ogni 100 metri una cabina telefonica in “London Style” ed in tasca la mitica tessera Telecom internazionale.
Tre chiamate ed in 1 ora stavo in camera. Ricordo anche di aver fotografato quella cabina color rosso fuoco dalla finestra di un bar al terzo piano, ad infinita riconoscenza della salvezza che mi aveva donato…(foto sfuocata).
Ora Vi chiederete del perché abbia illustrato uno sprazzo di mia vita passata assolutamente non interessante quella attuale… SEMPLICE: devo partire per UK ed i ricordi mi sono riaffiorati.
Se però oggi camminassi in Londra con la batteria scarica alla ricerca di un Hotel, non troverei più neppure le cabine telefoniche (e da almeno 3 anni non sono più in vendita nemmeno le mitiche tessere Telecom internazionali).

Sono passati solo alcuni anni, ma il mondo è cambiato. Profondamente cambiato! Di quella giornata ricordo tutto, addirittura come ero vestito: cappellino, jeans, giacchetta con puro style italiano. Nella mia mente sono rimasti non solo i ricordi delle cose banali, ma anche quelli di elementi importanti che non esistono più. Strana sensazione pensare a qualcosa che ha significato tanto e che oggi neppure potresti rivedere, utilizzare, fotografare … la stessa sensazione di vuoto che proverei oggi in centro a Londra nel cercare un Hotel con il cellulare scarico. Il mondo si evolve e le situazioni cambiano.

Quello che non varia è la visione che abbiamo noi di quello che ci circonda: cambiano i soggetti, ma non le visuali… e questo è il sunto della mia vita e della nostra attività. Credere giornalmente alle possibilità che può offrire il futuro senza perdere di vista il passato, è quello che chiamerei il “fattore della sopravvivenza”; interagire tra la tecnologia che ci serve e quella che ci serviva rende le persone capaci di decidere per il meglio e quindi di emergere. Non si tratta di accusare la Motorola per scarsa autonomia delle batterie o la Telecom per aver smesso di produrre tessere telefoniche, si tratta di adeguare i propri modi di vivere in funzione di quello che oggi il mondo offre.

Quando un ragazzo in carrozzella pretende di relazionarsi con il mondo nello stesso modo di chi cammina, sta sbagliando. E non perché non sia un suo diritto pensarlo, ma perchè, oggettivamente, una situazione fisica diversa porta a relazioni con la vita pratica diverse; il risultato finale però è identico: si può fare tutto ma non nello stesso modo. Noi di olmedo siamo quell’aspetto astratto che si interpone tra il voler fare tutto e farlo al meglio in funzione della propria condizione. Noi siamo quella tessera Telecom che ha permesso a me di trovare un camera nel 2000…. e siamo altresì l’i phone che oggi permetterebbe, oltre che trovare la camera, di fare un confronto di prezzi, di pagarla, di lasciare un feed back alla reception per migliorare il servizio e di prenotare un volo più economico di quello già fissato per il rientro; infinite nuove possibilità in un mondo che, di fatto, in pochi anni è davvero cambiato.  
Per fare questo abbiamo lavorato sodo, di giorno in giorno, di anno in anno e costantemente; abbiamo allineato le necessità di un mondo che cambiava velocemente, alle reali possibilità di chi, come me, di fatto non è cambiato per nulla.

Persone uguali, mondo diverso: in mezzo ci sta Olmedo.

Questo è il valore che va riconosciuto alla tecnologia applicata alle proprie necessità… ci permette di correre inseguendo il tempo per vivere, non per sopravvivere! (ma di questo Vi ho già parlato con piacere in altri editoriali).
Quello però che mi preme sottolineare non stancandomi mai di esprimere e che rimane per me un “open point” che non voglio chiudere (altrimenti smetterei di parlarne), è che la vita va vista SEMPRE da una prospettiva positiva che permette di valorizzare le cose difficili come elementi utili per  renderne facili altre e le cose facili come cose difficili risolte. Ecco perchè non conta essere in carrozzella o in piedi, avere lo stampelle o zoppicare: la vita va vissuta con la stessa identica voglia di correre o, credetemi, il rischio è di trovarsi in centro a Londra oggi alla ricerca di una cabina telefonica. ..in ogni caso, proprio perché non consiglio a nessuno di telefonare sotto la pioggia a qualcuno che fa fatica a capire il Vostro inglese (e voi non capirete mai il suo), se avete in programma di andare a Londra prenotate l’albergo prima … confermando tutto quanto ho scritto fino ad ora sulla vita: stessa  finalità (trovare un camera), prospettiva migliore (farlo da casa).   
Grazie per la costante ricerca di miglioramento che, condivisa, ci ha permesso di diventare chi siamo.

Mio nonno Olmedo diceva spesso: “Il futuro offre infinite possibilità: la cosa più saggia è cercare di sfruttarle”… se anche queste parole hanno quasi 100 anni, risuonano oggi con infinità attualità.    

Firma - Luca Quintavalli