Il colosso americano Braunability, sceglie Olmedo per le pedane del futuro

Il colosso americano Braunability, sceglie olmedo per le pedane del futuro.

Una storia al “contrario” quella dell’azienda americana Braun fondata nel lontano 1972 da Ralh Braun e oggi primo costruttore mondiale di veicoli accessibili e di pedane per la salita delle carrozzelle per disabili a bordo di mezzi pubblici.

Al “contrario” rispetto all’usualita del settore che vede solitamente i colossi inglobare player più piccoli acquisendone competenze, know how e fatturati. In questo caso il “gigante” ha condiviso con la “piccola olmedo” una storia tutta italiana fatta di competenza, tradizione, design e passione. Elementi e valori che hanno indotto il colosso americano  (1.2 miliardi di dollari di fatturato, 6 sedi produttive ed oltre 2000 addetti sparsi nel mondo) a sottoscrivere l’accordo che vede olmedo come produttore esclusivo per i mercati europe, Middle east e Africa.

Tutto nel rinnovato stabilimento di proprietà olmedo di Suzzara che ospiterà la CKD DIVISION: nuova divisione del gruppo dedicata alla produzione di componenti d’allestimento per i mercati mondiali a favore di realtà partner e di case Costruttrici. Un sodalizio che pone la storia di olmedo e di Braun tra quelle più emblematiche del settore e che ha visto fin da subito l’ambizioso progetto olmedo tanto attuale ed innovativo da convincere la multinazionale americana a spostare la produzione dall’indiana all’emilia. “Siamo fieri di aver condiviso con Braun idee e progettualità  sulla base di fatti, prospettive e competenze” - afferma Luca Quintavalli, CEO di olmedo e a capo delle operation - “la convinzione è una sola: il nostro settore deve apprendere know how dalle sinergie globali per migliorare e crescere: questo accordo rappresenta in maniera eccellente tale vision e da Suzzara svilupperemo per Braun ed insieme a Braun le pedane del futuro per tutto il mondo della disabilità”.

Progetti ambiziosi quindi, che interesseranno assunzioni, occupazione, investimenti per ricerca e sviluppo e tanta credibilità italiana nel mondo.Forse si conosce ancora troppo poco il reale potenziale degli italiani nell’automotive e nella meccanica: quando si è bravi a spiegarlo dimostrando con la storia e coi fatti cosa vuol dire “made in Italy”, non ci sono limiti per la nostra industria nel mondo” - conclude quintavalli.

Il prossimo passo interesserà lo start up produttivo e l’implementazione della gamma, con prodotti dedicati ad autobus e minivan per i mercati globali ed allo sviluppo di nuove pedane in materiale composito ultraleggero per il mondo “BEV”; una nuova avventura industriale iniziata con un tocco anche romantico, poiché intrapresa negli ex stabilimenti car oil ed elefantcar della famiglia Rasini, che oggi vedono proprio Valentino (figlio del fondatore Cesare) a capo delle operation della sede … che sia di buon auspicio per il rilancio dell’imprenditoria nazionale, nel ricordo della tradizione automotive italiana.